Comunicati stampa 2020

Il settore alberghiero, della ristorazione e del turismo in ginocchio davanti al coronavirus

Il Consiglio federale ha deciso la chiusura di ristoranti, bar e club in tutto il Paese. Le stazioni sciistiche sono chiuse da sabato. La crisi coronavirus mette a dura prova il mondo alberghiero, della ristorazione e del turismo, che chiede dunque misure efficaci per fronteggiare i problemi di liquidità, ulteriori semplificazioni nell’ambito delle indennità per il lavoro ridotto e l’immediata istituzione di un fondo per i casi di rigore.

Coronavirus – il ramo del turismo chiede sostegno immediato

Da quando è iniziata l’epidemia in Europa e Svizzera molte aziende devono fare i conti con enormi per-dite di fatturato. Un’indagine recente di HotellerieSuisse, ad esempio, ha rilevato che si teme un calo medio del giro d’affari del 45 percento per marzo e aprile. Il 91 percento degli intervistati constata inoltre una contrazione significativa delle nuove prenotazioni. Per attutire il colpo, il ramo chiede facilitazioni nel lavoro ridotto e misure immediate a sostegno della liquidità come prestiti senza interessi da erogare senza troppe formalità.

Coronavirus: le associazioni del turismo chiedono un intervento rapido

Oggi HotellerieSuisse e GastroSuisse, che insieme curano gli interessi del turismo, hanno partecipato alla tavola rotonda sul coronavirus indetta dal Consigliere federale Guy Parmelin. Al momento è difficile stabilire l’entità e la durata degli effetti che l’epidemia sta producendo sul turismo. Ma le regioni accusano cali, talvolta pesanti, della domanda. La situazione delle aziende comincia dunque ad assumere contorni preoccupanti. Le principali associazioni del turismo svizzero chiedono pertanto al Consiglio federale un sostegno rapido e senza formalità alle PMI colpite gravemente. Le richieste vertono su un approccio pragmatico al lavoro ridotto e su misure contro la mancanza di liquidità.

Sondaggio GFS sull’iniziativa per prezzi equi:
Grande maggioranza a favore dell’iniziativa per prezzi equi

Gran parte della popolazione svizzera vuole fare qualcosa contro gli iniqui supplementi a carico della Svizzera. Lo dimostra un sondaggio rappresentativo di gfs-zürich. Il 68 percento degli intervistati si è espresso a favore dell’obiettivo principale dell’iniziativa. Solo il 20 percento ha espresso un parere contrario. Il 12 percento si dichiara ancora indeciso oppure non ha dato alcuna risposta. La netta maggioranza degli intervistati intende quindi potenziare le norme in materia di concorrenza e quindi equiparare i richiedenti della Svizzera a quelli stranieri. L’iniziativa per prezzi equi combatte gli ingiustificati supplementi di prezzi posti a carico dei clienti svizzeri.

 

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